~ LIBRI PUBBLICATI ~

SIRIA:
La strategia del caos sotto i nostri occhi

Cos’è accaduto realmente in Siria dalla cosiddetta Primavera Araba cominciata nel 2011? Paolo Sensini descrive con minuzia l’intero armamentario della strategia del caos nel Levante. Nulla di «complottista» o «cospirazionista», come di solito si usa bollare gli studi che contraddicono le narrazioni di regime, ma la scrupolosa ricerca e analisi dei principali tasselli del puzzle mediorientale. Vediamo così da vicino tutte le anomalie e gli interessi geopolitici in atto in quest’area cruciale del pianeta che, se ben inquadrati, ci mostrano la vera posta in gioco del confl itto siriano. In realtà, questa guerra non è stata cominciata dal «popolo», ma si tratta di un confl itto programmato e pianifi cato in tutti i dettagli. Quindi l’opposto di come ci è stato raccontato dai media mainstream. Che vi fosse del «marcio in Danimarca», per dirla con le parole dell’Amleto di Shakespeare, era cosa ben nota da tempo. Ma dubitiamo che anche la fervida immaginazione del Bardo avrebbe potuto spingersi a tanto. Un viaggio innegabilmente ai limiti della realtà. O forse oltre. Aprono il volume i testi di due studiosi siriani che ricostruiscono la storia del Paese nel periodo moderno e dagli anni ’50 al 2005.

ISBN 978-88-16-41411-2

Pagine 131 – € 12,00



Libia:
da colonia italiana a colonia globale

Jaca Book, Milano 2017

ISBN 978-88-16-41385-6

Pagine 217 – € 16,00

Nei primi mesi del 2011, a cent’anni esatti dall’impresa coloniale italiana in Libia, si è consumato un nuovo intervento militare contro il Paese nordafricano. Artefici di quest’attacco piratesco, come è qui documentato con precisione, Stati Uniti, Francia e Gran Bretagna, a cui presto si è dovuta accodare anche l’Italia, il più stretto e importante partner economico-commerciale della Libia. Ne è seguito un disastro immane le cui vere ragioni sono state tenute nascoste al pubblico internazionale. Con molta lentezza, mentre si consumava la tragedia che ha dilaniato l’ex colonia italiana, sono emersi qua e là taluni brandelli di notizie sulle cause che hanno portato all’entrata in guerra della nato contro Mu’ammar Gheddafi. Ma, come già era avvenuto, i media mainstream hanno continuato a tacere sul disegno e le finalità complessive dell’operazione. Oltre a non reclamare giustizia per gli «uomini di Stato» responsabili di una tale catastrofe sociale e umanitaria. Il libro di Paolo Sensini rappresenta un contributo imprescindibile per chiunque voglia davvero capire cos’è accaduto in Libia e, più in generale, su ciò che è ormai passato alla storia con il roboante nome di «Primavera Araba». È un racconto avvincente, che ci guida per mano nel labirinto libico e di cui l’autore, che ha completato il quadro pubblicando importanti contributi sulla strategia del caos nel Vicino e Medio Oriente, ci aggiorna con dovizia fino agli ultimissimi eventi e oltre.



ISIS:
Mandanti, registi e attori del “terrorismo” internazionale

ISBN 9788865881279

Pagine 320

Formato Brossura – cm 15×21

Casa editrice ARIANNA EDITRICE

Collana Un’Altra Storia

Prezzo € 14,50

Terrorismo e Isis: da tempo sui mezzi d’informazione non si parla d’altro, anche in seguito agli ultimi attentati in alcune capitali europee. Concetti declinati in tutte le maniere possibili e immaginabili, soprattutto riferendosi alle guerre combattute nel Vicino e Medio Oriente.

Ma conosciamo tutta la verità? Abbiamo davvero tutte le informazioni per esprimere un giudizio preciso? Quelle che leggiamo sui giornali o ascoltiamo in tv corrispondono alla realtà dei fatti oppure sono menzogne? È possibile che gli uomini di governo dell’occidente stiano sfruttando il terrorismo, che non cessano di calunniare come se fosse l’origine di tutti i mali, per ottenere un potere straordinario nei confronti della società?

Che cos’è dunque il cosiddetto terrorismo internazionale (Al-Qa’ida, ISIS, Jabhat al-Nusra, Boko Haram, al-Shabaab, etc.)?

Ma, soprattutto, chi ne trae beneficio?

Sono queste le domande fondamentali a cui il libro di Paolo Sensini, dopo aver vagliato un’imponente mole di materiali e documenti originali, risponde per la prima volta in maniera esaustiva e completa.

E lo fa mettendo finalmente in luce la totalità degli aspetti che riguardano i mandanti, i registi, gli attori e le pratiche di quella che definisce come strategia del caos.

In questo scenario anche l’Islam e le sue centrali ideologiche, su cui si sono versati fiumi di parole senza mai toccare il cuore del problema, assumono un significato e dei contorni molto più chiari e definiti. Ne emerge così un quadro sconvolgente, ma allo stesso tempo necessario, per capire e orientarsi nel mare tempestoso in cui ci troviamo a vivere.


SOWING CHAOS:
LIBYA IN THE WAKE OF HUMANITARIAN INTERVENTION

Introduzione di Cynthia McKinney (traduzione in inglese di Alexander Millington Synge).

Clarity Press, Atlanta 2016

283 pagine

ISBN 978-0-9860853-1-4

$ 23.95 (€ 21.35)

EBOOK:

ISBN 9780986085383

$ 19 (€ 16.95)

“Politics in the United States has reached such depravity that a corrupt Secretary of State, responsible for the commission of war crimes, crimes against humanity, targeted assassination, the murder of U.S. Navy Seals and an Ambassador, expects to be put in the Oval Office instead of a prison cell. President Obama also bears direct responsibility for the destruction of Libya (and a whole host of other countries). Read Sensini to understand the depth of the crimes against Libya, its Jamahiriyya, and direct democracy”[…]. I thank Paolo for writing this powerful exposé of ‘Western’ treachery, corruption, criminality, and holocaust creation in Libya”.

(Cynthia McKinney, former Congresswoman and author of The Illegal War on Libya)

“Dismissing the claim that the West’s Gaddafi-killing intervention in Libya, which played a big role in the chaos in the Middle East, was for humanitarian reasons, this book explains the real reasons. Of special interest is the author’s discussion of the central role played by ‘the ever-destructive Hillary Clinton’”.

(David Ray Griffin, philosopher of religion and theology, and political writer)

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In early 2011, Libya came under attack. The anti-Libya coalition included France, the United Kingdom, the feudal Gulf monarchies, the United States and other NATO countries. Although during the previous months, Muammar Gaddafi had visited the nations of Europe where he was welcomed as the head of a friendly State, the United Nations swiftly approved the coalition-sponsored U-turn, undertaken in the guise of humanitarian intervention to protect the Libyan people. Gaddafi was branded “a bloodthirsty, crazed dictator”, intending and carrying out war crimes to suppress a legitimate domestic revolt.

This narrative was part of a larger-scale Western strategy adopted to redesign the entire Middle East in accordance with its interests. Immediately after the start of the NATO campaign of air strikes, Paolo Sensini visited Tripoli as a member of the “Fact Finding Commission on the Current Events in Libya”. He then wrote a fully detailed account of the real reasons for the attack on Libya, and the outcome. This book outlines the historical background of the last hundred years and more, from the main phases of the Italian military occupation (1911-1943) to the dramatic events of our own times, including an account of the post-war monarchy and Qaddafi’s rise to power, the air strikes on Tripoli and Benghazi ordered by Reagan in 1986, and the Lockerbie affair.

Sensini exposes the falsehoods propagated in 2011 of the alleged “mass graves” and “10,000 deaths”. He takes a close look at the “rebels in Benghazi” – goaded on by Islamic fundamentalists but organised, armed and financed by the West. The “rebels” provided the pretexts that West needed for approval of UN Resolution 1973 – the myth of ‘humanitarian’ intervention as embodied in the so-called “responsibility to protect” (R2P) doctrine. This criminal intervention devastated Libya, unleashing chaos and a civil war unlikely to cease in the near future.

Sensini addresses what has followed in its wake: the 11 September 2012 murder of American Ambassador Chris Stevens, the role of Hillary Clinton, and the plight of untold waves of migrants seeking to flee the continental chaos that R2P has unleashed, resulting in thousands of deaths and drownings across the Mediterranean, and the potential destabilization of

European states struggling to cope with the mass influx.

TABLE OF CONTENTS (INDICE)

PART I FALL OF THE OTTOMANS, WARS AND MONARCHY

1. 2011: The first centenary of Italy’s attack on Libya

2. ‘Liberal’ Italy girds for war

3. The Sanusis

4. The landing forces reach the coastal cities

5. Coming to terms with the Sanusis

6. Stalemate

7. The colonization policy in Libya during the era of fascism

8. The era of Italo Balbo

9. The war ends: British military administration of Libya and the

coronation of King Idris

10. The Free Officers seize power and expel the Italians from Tripoli

11. The Jamahiriyya Green Book

12. Covert ops, and tales of ‘terrorism’…

PART II JAMAHIRIYYA

1. “Arab Spring”

2. UN Resolutions 1970 and 1973 against Libya, and the

‘new international law’

3. Who were Libya’s ‘rebels’? Who backed them?

4. The role of the Sanusis in the Libyan revolt

5. Timeline to UN Resolution 1973

6. Al Jazeera and Al Arabiya, and their part in Gaddafi’s downfall

7. What we saw with our own eyes in Libya

8. Gaddafi’s Jamahiriyya—Facts and figures

9. The real reasons for going to war

10. The curtain drops

11. Once upon a time… Libya

PART III RECIPE FOR DISASTER

1. The Unending Transition Begins

2. Benghazi-gate

3. The Blame Game

4. The Insoluble Disorder

Names index


DIVIDE ET IMPERA

Cosa sta succedendo nel Vicino e Medio Oriente? Perché quest’area nevralgica continua a essere l’epicentro dei più cruenti e sanguinosi conflitti che scuotono il mondo? Chi sono i protagonisti interni ed esterni che hanno contribuito a rendere tale zona la più instabile e turbolenta dalla metà del Novecento fino alla cosiddetta «Primavera araba» e oltre?

A queste domande, come a diverse altre che vi sono strettamente legate (11 settembre 2001, terrorismo «islamista», politiche neo-securitarie, ruolo delle grandi lobby internazionali), risponde Paolo Sensini in questo suo nuovo libro che rappresenta in qualche modo il seguito e uno sviluppo ad ampio raggio di Libia 2011, ossia del primo lavoro uscito in Italia che ha documentato in presa diretta ciò che stava realmente accadendo nelle «rivolte arabe».

Dopo aver descritto le condizioni storico-sociali che hanno portato alla nascita degli Stati del Vicino e Medio Oriente con la caduta dell’Impero Ottomano, l’autore esamina quali sono i «grandi giochi» e la rete degli interessi mondiali che si sono scontrati e continuano tuttora a scontrarsi determinando i destini dell’area. Ne emerge un quadro che, attingendo a un’imponente mole di documentazione originale, ci consegna un affresco assai lontano dalle stucchevoli narrazioni political correctness che vanno oggi per la maggiore. E lo fa con un linguaggio piano e avvincente ma allo stesso tempo capace di restituire tutta intera la complessità dei problemi trattati.

Ecco perché questo libro è uno strumento indispensabile per chiunque voglia davvero capire ciò che i media mainstream e i fomentatori di uno «scontro di civiltà» non ci diranno mai. Ne va, tra le altre cose, del futuro civile dell’Europa e, vista la prossimità geografica con quell’area, del nostro Paese in particolare. Perché se non si comprendono i veri termini e la posta in gioco della «questione mediorientale», nessuna autentica risoluzione dei conflitti sarà mai possibile. E, ciò che forse è ancor peggio, neppure pensabile.

DIVIDE ET IMPERA. STRATEGIE DEL CAOS PER IL XXI SECOLO NEL VICINO E MEDIO ORIENTE

Mimesis, Milano 2013

322 pagine – € 24

ISBN 978-88-5751-895-4


LIBIA 2011

Il 2011 non è solo il 150° anniversario dell’unità d’Italia, ma è anche l’anno in cui ricorre un’altra celebrazione meno onorevole da festeggiare per i governanti del nostro paese: il centenario della prima guerra dell’Italia contro la Libia.

Oggi come allora, lo Stato italiano muove in armi contro una nazione che nulla ci ha fatto. Il suo leader, Mu‘ammar Gheddafi, ricevuto fino pochi mesi addietro con tutti gli onori che si tributano al capo dello Stato di un paese amico, si è improvvisamente trasformato in «dittatore pazzo e sanguinario» da eliminare ricorrendo a qualsiasi espediente. Un tradimento che ha dell’incredibile, ma che purtroppo rappresenta un Leitmotiv della nostra storia post-unitaria. Ritardata imitazione delle imprese delle più affermate potenze coloniali europee. Dopo aver ripercorso le fasi salienti dell’occupazione militare italiana (1911-1943) e della travagliata storia libica fino ai giorni nostri, Paolo Sensini, che ha preso parte a Tripoli ai lavori della Fact Finding Commission on the Current Events in Libya nei giorni immediatamente successivi all’inizio dei bombardamenti NATO, ricostruisce con dovizia tutte le fasi del conflitto e le vere ragioni sottese all’attacco contro la Libia. Il quadro reale che ne emerge, e che nessun media mainstream ha voluto raccontare alle opinioni pubbliche occidentali, è sconcertante. Le menzogne sulle «fosse comuni» e sui «10.000 morti», così come «i ribelli di Bengasi» fomentati dal fondamentalismo islamico e anche organizzati, armati e finanziati dalle potenze occidentali, sono serviti come pretesto per la Risoluzione ONU numero 1973 che ha dato il via all’intervento militare in Libia, mentre il mondo tace sul consistente miglioramento delle condizioni di vita del popolo libico da quando Gheddafi è stato alla guida del paese, unica realtà petrolifera mediorientale con una redistribuzione sociale della ricchezza. La verità, ancora una volta, è che a tirare i fili di queste guerre per procura mascherate da «intervento umanitario» sono le grandi potenze occidentali, che vogliono continuare a mantenere i popoli dell’Africa nella schiavitù e nella miseria per impadronirsi di tutte le loro ricchezze, come fanno da secoli e stanno continuando a fare. Dopo l’Afghanistan e l’Iraq, quella in Libia è solo l’ennesima guerra neocoloniale dei giorni nostri.

LIBIA 2011

Prefazione di Giovanni Martinelli, Vescovo di Tripoli

Jaca Book, Milano 2011

VIII+174 pagine – € 12

ISBN 978-88-16-41123-4


IL DISSENSO NELLA SINISTRA EXPARLAMENTARE ITALIANA DAL 1968 a 1977

La stagione dei movimenti contestativi che vanno dal 1968 al 1977, per quanto oggetto di fiumi di inchiostro che hanno cercato nel tempo di scandagliarne tutte le implicazioni possibili e immaginabili, continua ad essere una parentesi storica largamente indecifrata. Oggi più che mai. E questo per un motivo semplice: perche molti di coloro che, in quegli anni, erano a capo delle maggiori organizzazioni politiche della cosidetta «nuova sinistra», si trovano ora mutatis mutandis a ricoprire posizioni di primo piano nello spettacolare integrato. Ragione per cui, nel valutare quel decennio che ha segnato in modo indelebile la storia contemporanea, si è sempre oscillato tra due polarità contrapposte: il mito o la caricatura. Con questo lavoro che costituisce il primo tentativo condotto fino a oggi di accostarsi in maniera diretta e sistematica a tutta la pubblicistica del periodo utilizzando come filo conduttore il «dissenso» e la posizione ideologica dei vari gruppi, disponiamo finalmente di uno strumento che ci fa uscire da questa doppia trappola mentale restituendoci intatti i veri termini del problema.

IL “DISSENSO” NELLA SINISTRA EXTRAPARLAMENTARE ITALIANA DAL 1968 AL 1977

Introduzione di Luciano Pellicani

Rubbettino, Soveria Mannelli 2010

IX+ 223 pagine – € 18

ISBN 978-88-498-2604-3


ES WAR EINMAL LIBYEN

Paolo Sensini

Vorwort von Giovanni Martinelli, Bischof von Tripolis

In 2011 feierte der italianiesche Staat sein 150jähriges Bestehen, aber auch ein weniger ehrenvolles Ereignis: den 100, Jahrestag des ersten italieninschen Kriges gengen Libyen,

Wie schon demals bekämpfte Italien mit Waffengewalt eine Nation, die Italien nichts getan hatte. Dessen Leader Muammar Gaddafi,wurde wenige Monate vorher mit all den Ehren empfagen, die dem Chef eines befreundeten Landes zustehen, und wurde im Handumdrehen zum ,,verrückten und blutdürstigen Diktator”, der mit allen Mitten auszuschalten war.

Ein unglaublicher Treuebruch, jedoch leider ein Leitmotiv in den letzten 150 Jahren italienischer Geschichte, eine verspätete Nachahmung der langjährig erfahreneren auropäischen Kolonialmächte.

ES WAR EINMAL LIBYEN

Zambon Verlag, Frankfurt am Main 2012

183 pagine – € 10

ISBN 978-3-88975-202-4


IL TERRORE ROSSO IN RUSSIA (1918-1923)

SERGEJ P. MEL’ GUNOV

A CURA DI

SERGIO RAPETTI

PAOLO SENSINI

Quando un libro viene scritto a ridosso di avvenimenti storici epocali, non solo comprendendone a fondo carattere e sostanza, ma vivendoli, soffrendoli in prima persona in una strenua battaglia politica e sociale, il risultato può unire all’evidenza del documento l’emozione e il coinvolgimento del racconto. È il caso del capolavoro di Sergej P. Mel´gunov Il terrore rosso in Russia, finalmente recuperato alla memoria e alla storia, e oggi reso accessibile anche per il lettore italiano, a quasi novant’anni dalla sua pubblicazione in russo a Berlino nel 1923. Ma quali sono le circostanze che hanno reso possibile la comparsa di un libro così importante e singolare, che è stato paragonato, per i tratti in comune alle opere nonchè alle vicende dei rispettivi autori, all’Arcipelago Gulag di Solženicyn, uscito cinquant’anni dopo?

All’inizio di settembre 1918, sul finire dell’anno primo del potere sovietico in Russia, viene arrestato, in una retata di avversari politici, lo stimato e storico leader di un piccolo partito socialista-popolare, Sergej P. Mel`gunov. Presto,almeno in quell’occasione, verranno lasciate cadere dagli inquirenti, per manifesta infondatezza, le accuse di complicità in attentati e complotti, ma già durante questa prima detenzione e le relative indagini, Mel`gunov non rinuncerà mai a cercare interlocutori coi quali dibattere le proprie idee sul futuro del paese dopo lo zarismo.

Alla Lubjanka, sede della Čeka, il suo interrogatorio si trasforma in uno snervante colloquio di ore con il « ferreo Dzeržinskij» durante il quale Mel`gunov cerca di convincere il capo della polizia politica segreta che la strada da loro imboccata col Terrore è sbagliata e immorale; al Cremlino pone la stessa questione al conoscente di vecchia data Vladimir Bonč- Bruevič, intimo di Lenin e divenuto capo di gabinetto del Consiglio dei commissari del popolo: quello ammette il fatto della soppressione di ogni libertà, ma gli assicura che è intenzione dei bolscevichi abbreviare al massimo il periodo della dittatura: la lotta per una vita nuova, argomenta , esige dei sacrifici ed essi non vogliono che sia votata alla sconfitta. La dittatura diventerà invece un sistema stabile di potere contrassegnato dal Terrore. E malgrado ventitrè perquisizioni e requisizioni di libri e altri quattro arresti, Mel`gunov raccoglie da allora gli elementi per stilare, da documenti ufficiali e testimonianze attendibili, le sue minuziose «Cronache». Da questo impegno nasce il presente libro, testimonianza dirompente e ineludibile di un’epoca feroce.

IL TERRORE ROSSO IN RUSSIA (1918-1923)

A cura di Sergio Rapetti e Paolo Sensini

Traduzione dal russo di Sergio Rapetti

Introduzione di Paolo Sensini

Jaca Book, Milano 2010

XVIIL+307 pagine – € 29

ISBN 978-88-16-40954-5


LA BUROCRATIZZAZIONE DEL MONDO

Prima edizione integrale a cura di Paolo Sensini

Ecco il libro più conosciuto del secolo, e si tratta appunto del libro che, fin dal 1939, ha risolto uno dei principali problemi in cui questo secolo si è imbattuto: la natura della nuova società russa, la critica marxista della forma di dominio che vi è apparso.

Fu nel 1939 che il trotzkista italiano Bruno Rizzi pubblicò, con i propri mezzi, a Parigi, le parti prima e terza, ma non la seconda [ inclusa anch’essa nella presente edizione],della sua opera La Bureaucratisation du Monde, firmata Bruno R. E redatta in francese.

Subito condannate da Trotzky e dalla Quarta Internazionale, le tesi di Rizzi, che fornivano la prima definizione della burocrazia come classe dirigente, sono state sistematicamente ignorate da due generazioni di compagni di strada o di pseudo-critici dello stalinismo; i quali, il più delle volte, sono stati gli stessi uomini che cambiavano menzogna a seconda del vento, che facevano sempre mostra di apprestarsi a sfondare una porta aperta da trenta o quarant’anni, ma vendendoci per sovrapprezzo le loro chiavi personali, e che alla fine indietreggiavano sempre davanti all’ampiezza titanica dello sforzo, che avrebbe messo fine al loro impiego. Essi non saranno ripubblicati da alcuno.

Altri hanno saccheggiato Rizzi con una sicumèra tanto più tranquilla quanto più quelli preferivano ignorarlo. I rari detentori di un libro così ben scomparso che non ne esiste un esemplare nemmeno alla Biblioteca Nazionale, ne hanno approfittato con discrezione per farla da ricercatori di punta, e piacerebbe loro non perdere questa reputazione: dopo il 1968, i diversi esperti di contestazione titolari di uno stand presso quasi tutti gli editori francesi hanno esumato ogni sorta di scritti meno bruciati, ma mai Rizzi, che non tutti ignoravano.

L’americano Burnham fu il primo a farsi un nome, con The Managerial Revolution (La rivoluzione manageriale), recuperando immediatamente questa critica proletaria della burocrazia, travestendola per proprio conto da inetto elogio di un innalzamento tendenziale del potere di decisione dei competenti «manager» nell’impresa moderna, a scapito dei semplici detentori di capitali. E più tardi la rivista francese «Socialisme ou Barbarie» riprendendo la denuncia dello stalinismo, manifestamente trovò in quest’opera fantasma di Rizzi la principale fonte delle sue concezioni, sicchè l’originalità che i commentatori acconsentono a riconoscere, tardivamente, a quel focolaio di riflessione ormai spento, parrebbe certo più considerevole se tutti continuassero a nascondere Bruno Rizzi.

Il lettore di oggi percepirà agevolmente alcuni errori nella comprensione strategica delle forze in gioco nel momento molto cupo in cui questo testo comparve.Le sollevazioni dei lavoratori, da Berlino Est nel 1953 al Portogallo nel 1974-75, hanno in seguito molto migliorato la teoria di Rizzi. Il nostro partito non ha avuto ragione in un giorno; ha sviluppato la sua verità attraverso due secoli di lotte mutevoli. Ancora oggi non ha del tutto ragione, dato che di fianco ad esso è ancora possibile sopravvivere e falsificare. Ma già la società dominante, che non sa più gestirsi, non sa nemmeno più rispondergli.

GUY DEBORD

Bruno Rizzi, LA BUROCRATIZZAZIONE DEL MONDO

Prima edizione integrale a cura di Paolo Sensini

Traduzione dal francese di Barbara Chiorrini Dezi;

trad. della quarta di copertina di Guy Debord a cura di Mario Lippolis

Edizioni Colibrì, Paderno Dugnano (Milano) 2002

CXXXVIII+450 pagine – € 28 [edizione rilegata € 34]

ISBN 88-86345-47-X


La rovina antica e la nostra

Sei lettere di Guglielmo Ferrero a Bruno Rizzi

Il biennio 1939-‘ 40 rappresenta senza dubbio uno dei momenti chiave del xx secolo. Il 3 settembre 1939 si apriva infatti formalmente la Seconda Guerra Mondiale. Ma sono pure gli anni nei quali alcuni importanti studiosi si domandavano con insistenza se quest’immane evento non fosse in realtà la manifestazione concreta di un processo di decadenza storica paragonabile per ampiezza e intensità a quello che travolse l’Impero romano quasi duemila anni prima.

È all’interno di queste coordinate assiologiche che Bruno Rizzi decise di aprire sul finire del 1939 un momento di confronto con Guglielmo Ferrero. In tale ottica l’interesse delle lettere che presentiamo ora per la prima volta risiede nel carattere per così dire paradigmatico di questa serrata disputa che, come si avrà modo di constatare, trascende l’ambito spazio-temporale in cui ebbe luogo per assumere un valore tutt’altro che irrilevante anche per l’attualità.

LA ROVINA ANTICA E LA NOSTRA

Sei lettere di Guglielmo Ferrero a Bruno Rizzi

A cura di Paolo Sensini

Aracne Editrice, Roma 2006

105 pagine – € 8

ISBN 88-548-0862-8


La rovina antica e l’età feudale

BRUNO RIZZI

Nei primi di agosto del 1939 uscì a Parigi un libro di Bruno Rizzi intitolato La Bureaucratisation du Mounde, in cui venivano avanzate idee assai originali sulla “natura sociale” dell’ Unione Sovietica. L’URSS era definita da Rizzi come un paese nè capitalista, nè socialista, ma uno Stato dominato da una “nuova classe”, la Burocrazia, la quale si imponeva, in guise diverse, anche in altre parti del mondo: nell’Italia Fascista, nella Germania nazista e perfino nelle democrazie anglosassoni. La tesi del Rizzi non ebbe alcuna eco ma fu ripresa letteralmente da James Burnham nella sua Rivoluzione manageriale (1941), che ottenne ai danni del ” Mysterious Bruno R.” uno strepitoso riconoscimento internazionale. La congiura del silenzio,tessuta per tanti decenni, intorno a quello che veniva frettolosamente liquidato come un “eretico marxista” un “dissidente trocksista” e perfino un “fascista”,ha mantenuto così nell’ombra un pensatore dotato di una singolare capacità di penetrazione nel giudicare certe tendenze strategiche di sviluppo della società contemporanea. È perciò da accogliere con viva soddisfazione la pubblicazione della prima edizione critica de La rovina antica e L’età feudale, in cui si caratterizza magistralmente la posizione dell’autore e gli svolgimenti che egli ha arrecato alla sua teoria del Collettivismo Burocratico. L’avvento al potere della Burocrazia appare, nella concezione dell’autore, come un fenomeno regressivo che segna una netta “involuzione sociale”rispetto al capitalismo e al mercato stesso. Il tipo di società che emerge da quest’originale studio presenta caretteristiche feudali in quanto connotata dal monopolio statale o privato sui mezzi di produzione cui s’accompagna quello sulla forza lavoro. Un potere totalitario, dunque, che Rizzi ci ha saputo restituire in questo “film di pensiero”sul crollo del mondo antico in maniera chiara e suggestiva nei suoi termini essenziali

Bruno Rizzi, LA ROVINA ANTICA E L’ETÀ FEUDALE

A cura di Paolo Sensini e Chiorrini Dezi Barbara

Introduzione di Paolo Sensini

Marco Editore, Lungro di Cosenza 2006

L+666 pagine – € 60

ISBN 88-88897-13-5


JOSEF DIETZGEN, L’ESSENZA DEL LAVORO MENTALE UMANO E ALTRI SCRITTI

A CURA DI PAOLO SENSINI

Ha ancora senso parlare oggi del «materialismo» da un punto di vista filosofico? E se sì, in che termini? È questa la domanda fondamentale a cui le opere che presentiamo ora al pubblico italiano rispondono in maniera ampia ed esaustiva. L’autore di queste pagine,Josef Dietzegen, è riuscito a dare forma compiuta al dilemma che da Platone ad Aristotele, da Spinoza a Kant,da Fichte a Hegel ha attraversato l’intera filosofia occidentale. E lo ha fatto, come riconobbero gli stessi Marx ed Engels che indicarono in Dietzgen il vero creatore delle basi filosofiche del materialismo, con una radicalità teorica e un respiro dell’ interrogazione che lo pone su tutt’altro piano rispetto a quell’incedere cui è ridotta oggi la filosofia in quanto « cittatologia». Quest’ultima è infatti rimasta il solo parametro accademico per i concorsi universitari, dal momento che alla filosofia è stato tolto ogni ruolo fondativo della società e della storia. Così questo autodidatta di genio non solo ha risolto e superato con gesto esemplare l’antinomìa tra «spirito» e «materia» su cui si è arrovellato fin dalla grecità il pensiero occidentale, ma ci ha fornito anche uno strumento di comprensione dell’essenza del lavoro mentale umano tuttora indispensabile. Ne emerge così un’immagine del materialismo (storico e dialettico) profondamente diversa e quasi capovolta rispetto alla vulgata ufficiale. Ma a patto che, naturalmente si sia di nuovo capaci di andare alla radice delle cose stesse. È questa la grande sfida, come evidenzia il curatore Paolo Sensini nella sua ampia introduzione al volume, che ci pone di fronte l’opera di Dietzgen in un mondo inquieto e crepuscolare come quello presente.

Joseph Dietzgen, L’ESSENZA DEL LAVORO MENTALE UMANO E ALTRI SCRITTI

A cura di Paolo Sensini

Traduzione dal tedesco di Valerio Consonni. Revisione di Barbara Chiorrini Dezi

Mimesis, Milano 2009

XXXI+200 – €14

ISBN 978-88-5750-003-4


NEL PAESE DELLA GRANDE MENZOGNA, URSS 1926-1935

«Com’è possibile che la più audace, la più profonda delle rivoluzioni sia degenerata nella più completa schiavitù? Perchè la rivoluzione russa nella sua prima tappa rappresenta il più moderno dei progressi sociali e nella tappa successiva è sboccata nella menzogna sociale, nello sfruttamento e nell’oppressione perfezionata? Che cosa può spiegare una contraddizione così enorme?». Sono queste alcune delle domande a cui Nel paese della grande menzogna riesce probabilmente a fornire la più completa e approfondita spiegazione che sia mai stata tentata, insieme a un ridottissimo numero di altri lavori, sulla realtà della Russia «comunista».

Al punto che, considerato il suo valore testimoniale, potremmo azzardarci a definire tale scritto come una sorta di Odissea dei tempi moderni. Una narrazione avventurosa in cui Ante Ciliga è stato capace di decifrare, con una prosa al medesimo tempo densa e suggestiva,tutte le sfaccettature di quello che senza alcun dubbio rappresenta uno dei più complessi «enigmi» presentatisi alla ribalta della storia in questo scorcio di fine millennio. Dopo avervi aggiornato circa dieci anni esplorandone a fondo le molteplici verietà dei suoi paesaggi, i «nuovi» rapporti economici e sociali scaturiti dalla Rivoluzione d’Ottobre, le alte sfere della burocrazia, il ruolo centrale occupato dalla polizia politica, le prigioni e l’esilio siberiano, l’autore è giunto all’amara constatazione che «è più facile uscire dall’inferno di Dante che dalla Russia sovietica». E tuttavia egli è riuscito a sopravvivere ai suoi aguzzini e a consegnarci il distillato della sua straordinaria esperienza. Per queste ragioni non si può che accogliere con favore l’uscita di questa prima edizione critica e integrale italiana dell’ opus magnum di Ciliga, che viene ora finalmente a colmare un vuoto durato troppo a lungo.

Ante Ciliga, NEL PAESE DELLA GRANDE MENZOGNA (URSS 1926-1935)

Cura e introduzione di Paolo Sensini

Traduzione dal francese di Paolo Sensini

Jaca Book/Fondazione Micheletti, Milano 2007

LXVII+503 pagine – € 35

ISBN 978-88-16-40785-5